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Aumenti Vodafone, Wind3, Tim. Sono giusti?

In Italia paghiamo troppo poco la telefonia. Troppo poco. A dirlo e a ridirlo in ogni intervista e occasioni pubblica sono i manager dei principali operatori mobili Vodafone, WindTre e Tim. Se nella fibra ancora si riesce a fare qualcosa, nel mobile, denunciano gli operatori, non si guadagna più. E anche alzare le tariffe è troppo complicato perché ogni operazione richiede di fatto l’assenzo del cliente, sempre pronto però a migrare verso altri lidi. Gioca in questo da outsider Iliad, unico operatore mobile tra i big a non aver annunciato aumenti legati all’inflazione. Voi cosa ne pensate? Raccontatecelo nello spazio commenti o sul canale Telegram qui. Ma ecco cosa sta succedendo.

Gli aumenti tariffari di Tim, Wind3 e Vodafone

In queste ultime settimane i CEO dei principali operatori di telecomunicazioni italiani hanno sollevato la questione degli aumenti tariffari. Secondo Gianluca Corti di Wind3, incrementare i prezzi è troppo complicato a causa delle rigide regolamentazioni. In una recente seduta del Consiglio dell’AGCOM però, per l’esattezza quella del 5 dicembre 2023, è stato approvato un nuovo regolamento che impatta direttamente questa tematica.

Il regolamento AGCOM stabilisce comunque che eventuali modifiche contrattuali, incluse quelle legate all’inflazione, richiedono l’esplicita accettazione scritta dell’utente. Questo pone un ostacolo significativo agli operatori, che vedono limitata la loro capacità di adeguare autonomamente le tariffe.

È essenziale comunque considerare il quadro generale dell’andamento dei prezzi nel settore telecomunicazioni negli ultimi anni. Un report di Mediobanca evidenzia una riduzione preoccupante dei prezzi dei servizi mobili, molto superiore a quella registrata a livello europeo. Questo calo si scontra però con l’aumento degli investimenti richiesti, soprattutto per lo sviluppo delle reti 5G.

Nel marzo 2023, Tim e Wind3 hanno proposto l’adeguamento delle tariffe all’inflazione, seguendo indici specifici e aggiungendo un tasso supplementare. AGCOM dal canto suo ha standardizzato gli indici di inflazione da considerare, eliminando i correttivi arbitrari proposti dagli operatori.

Il regolamento AGCOM tutela i consumatori, permettendo loro di rifiutare gli aumenti o di optare per offerte alternative senza costi aggiuntivi. Aspetto evidentemente favorevole per i consumatori ma valutato dai gestori come penalizzante, visti in periodi di alta inflazione.

La situazione attuale evidenzia un difficile equilibrio tutto da conquistare, tra la necessità degli operatori di adeguare le tariffe all’inflazione e le rigide regolamentazioni che limitano questa capacità. Se da un lato è importante proteggere i consumatori, dall’altro, dicono i gestori, è cruciale garantire la sostenibilità finanziaria degli operatori per lo sviluppo futuro delle telecomunicazioni.

Siamo curiosi di sapere la vostra opinione su questo delicato equilibrio tra tutela dei consumatori e necessità degli operatori. Condividete i vostri pensieri nello spazio commenti qui sotto.

6 commenti su “Aumenti Vodafone, Wind3, Tim. Sono giusti?”

  1. Le loro pregiate signorie del Cry & Fuck in nome del profitto e in barba ai fessi pensano unicamente ad aumentare i loro dividendi, quando va bene, e le loro buonuscite quando va male…

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  2. Dopo anni e anni di furti a nostro danno,hanno ancora il coraggio di parlare…se a Wind provano ad alzarmi 1 centesimo,disdico,iliad ditta seria

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  3. Per diversi anni questi ladri anno fatto il bello e cattivo tempo come cazzo volevano, ma adesso è finito il tempo degli allori,dovete pagare tutti per quello che avete fatto quindi….. Forza Iliad sempre e ovunque tutto il resto è fuffa.

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  4. Certo che se facessero meno pubblicità che ha un costo molto alto per poi cambiare profilo agli utenti, si potrebbe dare più fiducia.
    In passato si erano inventati la 13esima portando il costo del profilo da mensile a lunare, facendo così scadere la sim dopo 28 giorni

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  5. Da quando c’è la rete mobile avete sempre fatto i comodi vostri, aumentando le tariffe in barba agli accordi presi in fase contrattuale, non vi accontentate mai, se iliad rientra senza aumentare le tariffe perché voi piagnucolare sempre aumenti, io stavo con Wind, sono andato via per disperazione, ogni anno aumentavano le tariffe.

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